Spesso ci si imbatte nella lettura di romanzi superficiali, privi di una trama coinvolgente e soprattutto fermi alle semplici apparenze dei protagonisti. L’opera in questione si presenta con le migliori caratteristiche per un romanzo di narrativa contemporanea, un romanzo realistico che vorrebbe essere uno spaccato della società moderna. L’uso del condizionale cade immediatamente alla fine della lettura, perché tutte le attese sono pienamente rispettate dalla bravissima autrice che è in grado di tessere una tela narrativa certamente sublime. La storia in questione non è certo la consueta spensierata vicenda d’amore tra innocenti adolescenti: il protagonista rispecchia in pieno il profilo delle attuali “stelle” del mondo dello spettacolo o della musica, come nel caso specifico. Uomini o donne che tentano di nascondere la loro fragilità dietro allegorici “nickname”, provano a proteggersi con una maschera di “ferro” data dalla fama, dalla notorietà e da uno status di “immortale”, ma solo con tempo capiscono come in realtà la loro protezione sia di “latta” e quanto anche loro, forse più degli altri, siano degli esseri umani vulnerabili. Spesso arrivano a mostrare il loro “tallone d’Achille” con delle situazioni esterne come crisi depressive, amorose o malattie. Proprio quest’ultimo caso è quello che sarà decisivo all’interno dell’opera e che sarà uno scomodo compagno di viaggio per “la bestia” quel Colin che si ritroverà all’improvviso a fare i conti con una realtà sconosciuta fin lì. Da questo momento in poi il romanzo prenderà tutta un’altra piega iniziando ad assumere quel valore di denuncia sociale e morale che l’autrice aveva prefissato; il senso più profondo del testo comincia a emergere con il dramma del protagonista che cresce proporzionalmente con la sua sofferenza. A cambiare è anche la percezione del romanzo, difatti è come se il tutto iniziasse a diventare più reale allontanandosi da quello stato astratto nel quale fino a quel momento si era mosso. La “finzione” in questione si riferisce prettamente alla vita effimera di Colin, ai suoi interessi, alla sua fama, al suo stato di sex symbol e a quel suo carisma che lo portavano verso i classici atteggiamenti arroganti delle “star”; finché la malattia, in un attimo, spazzerà via tutto. Come d’incanto emergerà una realtà tutta nuova, diversa e che paradossalmente sarà anche più bella: si intravede la sua profonda umanità, la sua sensibilità e in poche parole avviene il rovescio della medaglia con l’incontro di una realtà che sembrava non esistere in un personaggio come quello de “la bestia”. Inizierà una folle corsa conto il tempo che il ritrovato Colin effettuerà provando a recuperare tutto ciò che aveva lasciato per strada negli anni precedenti; calerà la maschera utopistica dell’immortalità cominciando a vendere il mondo intorno a lui con una visuale più ampia, cercando in lontananza degli orizzonti più sicuri e mai esplorati prima. A fare da collante nel romanzo c’è di certo l’ottima struttura sintattica creata dall’autrice e una sequenza lessicale instaurata su delle scelte sempre precise e mai banali. Il romanzo è così un’istantanea, una panoramica su un tema sociale sempre in voga e che mai come nell’attuale momento storico sa essere coerente e colmo di significato.
https://librinvetrina.wordpress.com/2014/04/02/stella-cadente/
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